India -Settembre 2016

Quando decidi di fare un viaggio in India nell’attesa della partenza sono grandi il timore, la curiosità, l’aspettativa per ciò che troverai.

Ma per quanto sia sbrigliata la tua fantasia, per quanto sia puntuale l’attenzione nel documentarti, non riuscirai mai ad avvicinarti alla realtà che trovi attraversando le strade sterrate dei sobborghi delle città, che vedi fiancheggiate da file interminabili di instabili banchi di legno dove vive e sosta un’umanità  composta e silenziosa, circondata spesso da povere merci polverose.

Gli odori, i colori e i suoni di mezzi e di animali ti circondano e accompagnano la tua perplessità mentre gruppi di uomini immobili fissano i pallidi turisti accaldati con l’aria di chi conosce le sorti del mondo;  vai sulle rive del Gange e quando ti avvicini alle sue acque fangose ti viene spontaneo pensare che lì si dovrebbe stare in silenzio per rispetto verso quelle migliaia di anime le cui ceneri sono trasportate dal fiume verso l’eternità.

Non sai, quando torni, se tutto quello che è arrivato ai tuoi occhi, alle orecchie e al naso ti è piaciuto, però hai la sensazione che ci sia qualcosa di diverso nel tuo vivere quotidiano e non importa se non sai  cos’è